Dr. Teggi e la terapia dell'arricchimento sonoro
L’acufene è un disturbo comune che interessa circa il 10% della popolazione e, nel 2% dei casi, può essere così fastidioso da alterare la qualità di vita della persona.
Per saperne di più, abbiamo fatto alcune domande al dott. Roberto Teggi, Otorinolaringoiatra e Otoneurologo di Milano, che da anni si dedica al trattamento di questo sintomo.
Dr. Teggi quanto è diffuso il problema degli acufeni?
In un esperimento del 1953, due ricercatori americani, Heller e Bergman, hanno costruito una stanza insonorizzata; è stato successivamente chiesto ad un gruppo di 100 ragazzi con una normale soglia uditiva di restare per alcuni minuti all’interno ed ascoltare tutti i suoni eventualmente presenti. Esattamente il 93% di queste persone ha riferito all’uscita di aver sentito all’interno un suono di vario tipo (fischio, sibilo, fruscio ed altri).Probabilmente quindi l’acufene è un fenomeno molto più diffuso rispetto al 10% di persone che ne sono affette secondo le statistiche ufficiali, ed in particolari condizioni tutte le persone possono avvertirlo. Ad esempio quando ci troviamo in un ambiente molto silenzioso come una baita di montagna o quando usciamo da un locale molto rumoroso come una discoteca.
Quali terapie utilizzare?
La terapia basata sull’arricchimento sonoro è al momento quella che ha dimostrato maggiore efficacia, con successi terapeutici attorno all’80%.Si basa sull’utilizzo di dispostivi riproduttori di suoni che consentano la stimolazione delle vie acustiche con suoni personalizzati.
Quale esame necessita questa terapia?
Necessita per la sua esecuzione di un singolo esame, l’acufenometria, per determinare il tipo di suono percepito dalla persona, la sua intensità ed il suono da utilizzarsi per interagire con esso e consentire al nostro cervello di abituarsi a non ascoltare l’acufene.Quali strumenti sono consigliati per effettuare la terapia?
Classicamente si utilizzano piccole protesi acustiche che generano il suono necessario. Recenti lavori clinici hanno sottolineato come un lettore di tracce audio, appositamente predisposto, possa funzionare molto bene allo scopo.Deve tuttavia possedere alcune caratteristiche:
- Le tracce sonore utilizzate devono essere personalizzate per l’acufene del paziente
- il volume del suono ascoltato deve essere molto basso (si potrebbe dire che suoni di volume elevato danneggino l’orecchio, quelli di volume molto basso lo stimolino)
- gli auricolari non devono ostruire i condotti uditivi e permettere una normale percezione dei suoni anche dal mondo esterno.



